Le mie pubblicazioni

 

I canti di lode dei padri, esapla dei salmi

Edizioni Dehoniane Bologna, 2011


I salmi preghiera e poesia

Paoline editoriale libri, Milano, 2012    

Postfazione di Adrian Schenker Op

Adrian Schenker op, nato a Zurigo nel 1939, ha studiato in Francia, Belgio, Svizzera, Gerusalemme e in Egitto. È stato professore di Antico Testamento all’Istituto Biblico dell’Università di Friburgo (Svizzera), dove ha collaborato con D. Barthélemy, succedendogli poi nella cattedra di teologia ed esegesi dell’Antico Testamento. Inoltre, è membro della Commissione Biblica Pontificia e presidente della Commissione teologica della Conferenza Episcopale Svizzera. Come direttore della pubblicazione della Bibbia Hebraica Quinta (BHQ) coordina tale lavoro con diversi specialisti ebrei e cristiani. Tale Bibbia (BHQ) succede alle edizioni di R. Kittel e alla Biblia Hebraica. Stuttgartensia (BHS), di cui ha rivisto l’edizione del 1997.

Questa traduzione commentata dei Salmi (I Salmi Preghiera e Poesia) sorge dall’appassionato amore e dal lavoro di tanti anni che don Giuseppe Dossetti (Genova, 13 febbraio 1913 - Oliveto di Monteveglio, 15 dicembre 1996) e la Piccola Famiglia dell’Annunziata, fondata da lui, hanno consacrato a questo libro privilegiato della Bibbia. Benedetto Piacentini prosegue nella linea di questa tradizione già da molto tempo. Cerca di aprire i tesori della poesia, della preghiera e del pensiero religioso del salterio a tutti quelli che ne hanno il desiderio. È ben preparato per farlo: profondo conoscitore della lingua ebraica, fine lettore dei commenti ebraici della Scrittura, informato degli studi biblici moderni, è consapevole di tutto il frutto che una lettura istruita e teologica dei Salmi apporta alla Chiesa e ai fedeli individualmente. Buon pedagogo, spiega con semplicità tutto quanto può far capire meglio questi canti antichi che costitutiscono la preghiera della Chiesa, quasi dal suo inizio, e che, allo stesso tempo, fanno le delizie di chi gusta la poesia. La nuova traduzione che Benedetto Piacentini propone, segue il testo ebraico biblico da molto vicino. È dunque una traduzione fedele, però con uno sguardo costante sulla prima traduzione dei Salmi che sia mai stata fatta, quella greca che risale al secolo II a.C. (forse alla fine del III). In quel tempo, ancora precoce per una fissazione definitiva, il testo ebraico non era sempre e ovunque totalmente identico rispetto a quello che leggiamo oggi nelle nostre Bibbie. Talvolta anche un solo passaggio poteva intendersi in due modi differenti, così che il traduttore doveva decidere per uno dei due possibili. Questa venerabile traduzione antica era opera di ebrei, molto tempo prima della nascita della Chiesa cristiana. Perciò Benedetto Piacentini si autorizza, fondandosi su serie ragioni, di dare un altro senso, in certi casi, a un’espressione che non quello dell’ebraico della Bibbia che abbiamo oggi. L’autore spiega il perché, e qual è l’altra forma testuale possibile lasciata da parte; lo fa con grande rispetto per il testo biblico ebraico e con piena conoscenza dei dati testuali che ci offre la storia della trasmissione manoscritta della Bibbia. L’attenzione alla storia della ricezione della Bibbia nel giudaismo e nei diversi rami del cristianesimo, offre ai lettori moderni della Sacra Scrittura un sussidio per conoscere non soltanto la genesi e lo sviluppo del testo, ma anche l’effetto culturale e religioso che ha suscitato. Nel Nuovo Testamento, e poi nelle liturgie delle varie Chiese, i pensatori cristiani hanno fatto un uso abbondante dei Salmi nella loro traduzione greca, siriaca e latina. In tale prospettiva, era inevitabile respirare con due polmoni, cioè tradurre e spiegare il salterio ebraico senza tralasciare le traduzioni dell’antichità ebraica e cristiana.

Come utilizzare questa nuova traduzione con il massimo profitto? Mi pare che tutti i metodi siano da raccomandare. Si può prendere la traduzione dei Salmi per se stessa, senza soffermarsi sulle spiegazioni, in una prospettiva di lettura poetica o devota, mentre qualcun altro andrà a vedere il commento quando inciamperà in un passo oscuro che vorrebbe capire meglio. È pure possibile scegliere un salmo per studiarlo nella sua individualità, nella sua struttura propria e in tutti i dettagli della lingua e del pensiero, perché il commento di Benedetto Piacentini offre tante spiegazioni a tutti questi differenti livelli. Si può dire senza esagerare, che il nuovo salterio pubblicato qui si sostituisce a tutta una piccola biblioteca biblica.

ADRIAN SCHENKER OP - Friburgo (Svizzera), Festa di Ognissanti 2011 - VISITA IL SUO PROFILO


 

La mia storia

 

Io e Don Giuseppe Dossetti (1983)

Io e Don Giuseppe Dossetti (1983)

Gli inizi

Sono nato il 19/03/1960, quarto di 12 figli; ho ricevuto i primi rudimenti cristiani dai miei genitori, sia dalla loro istruzione, sia dalla loro scelta di vita. Dopo la scuola obbliga-toria ho frequentato il Liceo Scientifico Aldo Moro di Reggio Emilia fino alla terza superiore. Dopo un anno di lavoro come artigiano, sono passato all’Istituto tecnico dove ho conseguito il diploma di perito meccanico (1981). Dopo una breve esperienza in una ditta di Rubiera (RE) e terminato il servizio militare (1982), ho lavorato per alcune ditte come quadro intermedio fino al 1989, anno della mia entrata nella comunità religiosa “Piccola famiglia dell’Annunziata”. Ho avuto la mia «conversione» (con il senno di poi mi sembra il termine più appropriato) in occasione di due pellegrinaggi a Medjugorje: il primo dopo la morte di mio padre (Gennaio 1985), nell’Aprile ’85, il secondo l’anno successivo (Estate 1986). Ma già nell’estate ’85 avevo incontrato personalmente don Giuseppe Dossetti che mi iniziò ad una prassi cristiana più fervorosa, specialmente per quanto riguarda la lettura quotidiana della Sacra Scrittura. Il 1987 fu l’anno della vocazione e nel 1989 entrai nella “Piccola Famiglia dell’Annunziata”. Il fondatore, don Giuseppe Dossetti, fu anche uomo politico di rilievo: partecipò alla stesura dei primi 12 capitoli della Costituzione della giovane Repubblica italiana e successivamente fu sottosegretario della Democrazia Cristiana fino ai primi anni ‘50. Lasciata la Democrazia Cristiana, divenne presbitero e fondò la comunità. Nei primi anni ’60 collaborò ai lavori del Concilio Vaticano II come perito di uno dei quattro cardinali moderatori, il cardinal Lercaro. Faccio riferimento a questi accenni perché, insieme a mio padre, devo a don Giuseppe la mia formazione religiosa, civile e umana che fu decisamente influenzata anche dal suo insegnamento.

Essendo stato una figura di rilievo negli ambiti politico ed ecclesiale, Don Giuseppe possedeva uno sguardo lungimirante sull’essere e il divenire della Chiesa e del mondo; in occasione di alcuni avvenimenti di portata storica preferì abbandonare il silenzio mediatico per intervenire direttamente e pubblicamente. Poco prima della sua morte (dicembre 1996), fondò i comitati per la difesa della Costituzione che presto si diffusero in diversi luoghi del paese. Quella sua visione lucida e attenta – che si potrebbe definire con buone ragioni profetica – rivolta verso la società degli uomini e alla chiesa, prediligeva indubbiamente l’individuazione del fatto «storico» piuttosto che quello di cronaca. Questo suo atteggiamento duplice, ma profondamente religioso e insieme civile, per così dire su un «doppio binario» (si può forse usare anche la definizione «Bibbia e giornale», così diceva il vescovo Tonino Bello) ricalca un solco centenario (se non millenario) nella storia della chiesa (vedi pagina Home). 


In Terra Santa

Durante il noviziato ho studiato il latino con l’anziana monaca e scrittrice biblista Luciana Mortari e il greco con un professore esterno. Poco dopo la morte di don Giuseppe (Maggio 1997), fui inviato in Terra Santa e vi rimasi 10 anni. Fu un periodo di forti tensioni, non solo in Palestina – Israele, ma in tutta l’area mediorientale in cui si accentravano problematiche a livello geopolitico ed economico con riflessi, come si sa, anche su scala globale. Nel primo anno di permanenza in Terra Santa ho studiato a Gerusalemme l’ebraico moderno in una scuola per immigrati ebrei. L’anno successivo fui destinato ad Ein-Arik (Ramallah), un piccolo villaggio palestinese dove la comunità fa tutt’ora servizio nella parrocchia di rito latino. Qui ho potuto concentrarmi nello studio dell’ebraico biblico, studiando in sede e frequentando corsi universitari sia alla scuola Biblica Francescana della Flagellazione, sia all’Ecòle Biblique dei monaci domenicani. Gli spostamenti da Ein-Arik a Gerusalemme coincisero con lo scoppio dell’Intifada dell’Aqsa (o seconda Intifada; 28 Settembre 2000) e furono a volte molto problematici. Lo studio dell’ebraico biblico e moderno mi permise l’accesso alle fonti dirette della tradizione ebraica medievale e moderna tradizionale e di assimilare il metodo di studio e il loro modo di accostarsi alla Sacra Scrittura. Successivamente, siccome la comunità offriva la celebrazione dell’eucarestia e l’ufficio monastico in lingua araba, ho intrapreso lo studio dell’arabo letterario e del dialetto palestinese, conclusosi nella parrocchia di Beer-Zeit (Palestina) nel 2006. Fu in quell’anno che fui incoraggiato da un professore dell’Ecòle Biblique ad intraprendere la traduzione del libro dei Salmi dall’ebraico, iniziando così la mia professione di scrittore biblista.

In visita al Monte degli Olivi (Gerusalemme)

In visita al Monte degli Olivi (Gerusalemme)

Al giardino del Getsemani (Gerusalemme)

Al giardino del Getsemani (Gerusalemme)


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Oggi

Tornato in Italia nel 2007, ho lavorato alla traduzione dei salmi in varie sedi: a Montetauro (Rimini) presso la comunità monastica “Piccola Famiglia dell’Assunta”, a Monteveglio presso la comunità di Monteveglio-Oliveto (BO), a Milano come ospite del movimento del “Cammino neocatecumenale”, a Reggio Emilia nella Parrocchia di Rivalta, a Gualtieri (RE) nell’unità pastorale e infine a Montericco di Albinea (RE) dove risiedo attualmente. Nella sede di Gualtieri ho intrapreso da privatista lo studio della teologia laureandomi al Seminario Vescovile di Reggio Emilia (7 Maggio 2014). Nella Parrocchia di Montericco seguo oggi alcuni gruppi biblici (o centri d’ascolto della Parola) e mi dedico al mio lavoro di scrittore biblista e blogger.